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Cleto Munari e Carlo Scarpa, un connubio seducente

Scrive Giuseppe Mazzariol : "Come e quando si sia inventato il personaggio 'Cleto Munari', non mi è dato di saperlo con certezza. Forse già da ragazzo aveva il gusto di inventare giochi per gli altri; di suggerire, a chi avesse il dono di fare, qualcosa che lui pensava bello per sé e per gli altri. Lui dice che l'idea di commissionare un oggetto a un artista l'ha avuta dopo l'incontro a Vicenza con Carlo Scarpa

Vedendolo vivere alla villa Valmarana, muoversi e disegnare ha intuito quanto fosse straordinaria e bellissima quell' esistenza e come forse sarebbe stato possibile fermare per sempre uno dei suoi gesti, farne un oggetto prezioso e utile per tutti. Il muoversi delle sue mani suggeriva forme eleganti. Da quell'incontro, e dal sodalizio che ne nacque, ebbero origine i primi oggetti voluti da Cleto, inventati e realizzati da Carlo.

E questo fu l'inizio dell'avventura. Imperterrito Munari non ebbe dubbi che poteva essere un modo per entrare nel mondo del design, lui non era un industriale alla ricerca di un look di successo per i suoi prodotti. Si sentiva soltanto un committente di una indefinita e possibile teoria di oggetti. Oggetti utili e di alta qualità formale, in materiali pregiati. Oggetti che portavano dentro alle stanze della casa un messaggio linguistico definito e subito decifrabile. 

Fu così che nacque la collezione di Cleto Munari

Oggi si può dire che tutti gli architetti più noti di questa stagione artistica hanno dato il contributo specifico a questa straordinaria impresa. 

La problematica culturale del design si è rivolta per l'intermediazione di Cleto a misurarsi con l'artistica tradizione dell' artigianato. Vi è un momento nel processo di realizzazione di uno qualunque degli oggetti di Munari in cui la mano dell' artigiano è presente. La serie dunque non è indenne nei singoli manufatti da certe criptiche qualificazioni che vanno ad aggiungersi, preziose annotazioni fatturali, all'esemplarità asettica del modello pensato e descritto dall'architetto. 
Non a caso Vicenza, città di grande tradizione artigianale nella lavorazione dell'argento e dell'oro, è stata prescelta da Cleto come luogo delle sue attività e forse anche delle sue ispirazioni ed aspirazioni: è pur sempre la città delle forme perfette e luminose, e anche numinose, di Andrea Palladio.

Ma allora chi è Cleto Munari? Un produttore, un ideale committente, un nuovo tipo di mercante, un elegante signore in cerca di successo? Forse è semplicemente un artista, amico degli artisti. Dice sempre Nini Scarpa: «Se Carlo fosse vissuto ancora qualche anno, Cleto Munari sarebbe stato il solo che, avendolo veramente capito, avrebbe potuto continuare». Io aggiungo: non a fare architettura, ma a produrre idee, suggestioni, impulsi, piccole e grandi imprese: un anello prezioso e imprevedibile o un bicchiere seducente, un centro tavola austero o un orologio assoluto e inesorabile come il tempo, trovando ogni volta l'artista amico che raccoglie il sogno e lo fa realtà.

Poi resta il suo modo di vivere, di vestire, di essere: e questa è certo l'unica opera sua, e interamente autografa.


Vicenza, Palazzo Chiericati
18 marzo 2017 - 10 giugno 2017


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