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GAMeC PER IL GIORNO DELLA MEMORIA

In connessione con la mostra   Nulla è perduto. Arte e materia in trasformazione , per il Giorno della Memoria   la GAMeC offre al pubblico un’occasione inedita per approfondire la figura di Primo Levi  attraverso la raccolta di racconti   Il sistema periodico   (1975), di cui il catalogo dell’esposizione riporta un estratto.  Anna Daneri , co-curatrice della mostra, introdurrà l’approfondimento di   Pollyanna Zamburlin , Consulente scientifico per il Centro Internazionale di Studi Primo Levi di Torino, attraverso una breve descrizione del progetto, che mette in luce l’interesse di alcuni artisti per la chimica degli elementi e le trasformazioni della materia. Pollyanna Zamburlin presenterà quindi lo scrittore attraverso questa sua opera fortemente autobiografica, che ricostruisce “le memorie di un chimico industriale” suddivise in ventuno capitoli che prendono il titolo da altrettanti elementi della tavola periodica di Mendeleev.  Il sistema periodico  traccia un percorso non lineare,
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Ridisegnare lo spazio

LABS Contemporary Art è lieta di presentare, sabato 12 febbraio, Ridisegnare lo spazio , a cura di Angela Madesani . La mostra propone i lavori di quattro artisti che lavorano con il mezzo fotografico: Marina Caneve, Giulia Marchi, Andreas Gefeller e Massimo Vitali . Il filo conduttore della mostra è l’idea di una rilettura dello spazio attraverso il linguaggio fotografico. Nelle grandi foto di Massimo Vitali lo spazio naturale diviene spazio sociale. Scrive Angela Madesani nel testo che accompagna la mostra: « In mostra sono due grandi foto dai toni scuri. Qui tutto è lava, tutto è duro e pungente e la luce cambia molto velocemente. Vitali ridisegna lo spazio, lo rimisura attraverso un’altra categoria. Il suo è uno spazio sociale, fortemente antropizzato che possiamo collegare alla sua formazione. » Andreas Gefeller guarda lo spazio architettonico dall’alto, mutando la percezione che solitamente ne abbiamo, creando delle visioni zenitali. Il suo è il tentativo, riuscito, di mutazione

Furio Cavallini ovvero il Crazy Horse di Bianciardi

Il Polo Culturale le Clarisse , dal 15 gennaio al 13 febbraio 2022, ospita la mostra “ Furio Cavallini ovvero il Crazy Horse di Bianciardi ”. Promossa dall’ Associazione Culturale Giuseppe e Gina Flangini , in collaborazione con il Comune di Grosseto , la Fondazione Grosseto Cultura , il Polo culturale le Clarisse, la Fondazione Luciano Bianciardi e la Famiglia Cavallini , la mostra è il primo evento culturale con cui il Comune di Grosseto dà ufficialmente inizio alle celebrazioni dei cento anni dalla nascita di Luciano Bianciardi (1922-2022). Curata da Elisa Favilli , storica dell’arte, e Fabio Canessa , critico letterario e cinematografico, la mostra è un intreccio narrativo basato sull’amicizia ventennale (1954-1971) intercorsa tra il pittore Furio Cavallini (Piombino 1929 - Cecina 2012) e lo scrittore Luciano Bianciardi (Grosseto 1922 - Milano 1971). 23 opere (quadri e disegni) realizzate da Cavallini dialogheranno con 12 brani tratti dagli scritti realizzati da Bianciardi. Test

Cristina Nuñez e Il potere curativo della vulnerabilità

Inaugura domenica 16 gennaio la personale di Cristina Nuñez alla MLB Gallery di Ferrara/Porto Cervo , che rappresenta l’artista in esclusiva per l’Italia. La galleria di Maria Livia Brunelli arricchisce con questa nuova collaborazione la sua scuderia di fotografe che lavorano sul concetto di autoritratto come ricerca della propria identità. Cristina Nuñez è infatti riconosciuta a livello internazionale come la maggior esponente dell’autoritratto fotografico come terapia per indagare il proprio inconscio Come lei stessa afferma, la sua missione è “ convertire il dolore in arte ”, in una sorta di alchimia moderna che attribuisce alla nostra vulnerabilità e fragilità un grande potere creativo e curativo. Nel 1988, nel tentativo di superare i suoi problemi personali, la Nuñez iniziò a scattare autoritratti in privato. Dando forma alle sue emozioni più scomode, queste immagini diventarono una forma di autoterapia attraverso la quale imparò chi lei davvero fosse. In mostra alla MLB saranno e

Antonella Linda Barone - Paesaggio dentro

Dall’8 al 14 gennaio ‘22 la galleria Art GAP è lieta di accogliere nel nuovo spazio espositivo, a due passi da Piazza Largo Argentina, la mostra Paesaggio dentro di Antonella Linda Barone , a cura di Federica Fabrizi . " Nella mostra personale “Paesaggio dentro”, presentata da Antonella L. Barone, troviamo una selezione di dipinti ad olio e acrilico che raccontano luoghi esplorati dall’autrice attraverso una ricerca pittorica lontana dai tradizionali vincoli rappresentativi della pittura del paesaggio. Troviamo, in quasi tutti i lavori, segni e macchie ricreati in modo spontaneo, guidati dal colore e dallo stesso impasto ad olio. Resta sempre l’intenzione che fissa un luogo da raccontare, ispirato a volte a un viaggio lontano o altre a una semplice passeggiata nel proprio quartiere. È possibile far emergere un filo comune che leghi gli elementi delle opere presentate. L’esperienza del paesaggio può essere identificata su due livelli: da una parte, l’oggetto della visione e, dal

L’osteria dei pittori alLa Nuova Pesa

 " “ L’osteria dei pittori ”, il titolo della mostra che oggi propone La Nuova Pesa , da un’idea di Roberto Gramiccia , prende volutamente a prestito quello del libro di Ugo Pirro . Questa piccola perla letteraria, attraverso le vicende, gli incontri e gli scontri, presso la trattoria romana dei Fratelli Menghi in via Flaminia, di artisti che esprimevano il meglio della ricerca estetica degli anni Cinquanta e Sessanta getta un cono di luce su un periodo irripetibile della storia dell’arte. Il re indiscusso di quella osteria – in realtà un vero e proprio cenacolo di raffinati intellettuali (non solo pittori) – era senza dubbio Mario Mafai. Ebbene, Mafai usava disegnare o dipingere sui tovaglioli e sulle tovaglie dei Menghi, imitato da altri artisti quasi sempre squattrinati, come Turcato Dorazio e Consagra, i quali spesso con quei tovaglioli pagavano pranzi e cene innaffiati da un pessimo bianco dei Castelli romani. In questo progetto, la trattoria dei fratelli Menghi e il libro di

Mattia Pajè. Fuori Terra ad Alchemilla

Giovedì 20 gennaio 2022  apre al pubblico, nelle suggestive sale di  Palazzo Vizzani  a Bologna,  Fuori Terra , mostra personale di  Mattia Pajè  a cura di  Giovanni Rendina ,   promossa da  Istituzione Bologna Musei | MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna  e da  Alchemilla , in collaborazione con  Associazione BOCA  e  Gelateria Sogni di Ghiaccio .  L'esposizione è parte del  main program  della decima edizione di  ART CITY Bologna , il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere in concomitanza di Arte Fiera.   Fuori Terra   è un  gruppo scultoreo  composto da  figure umanoidi immerse in un ambiente installativo . Le sculture, modellate in resina bicomponente, sono organizzate in modo da formare diversi elementi aneddotici, leggibili come una cosmogonia creata dall’artista a partire da  due alfabeti visivi :  l'estetica  new age  e quella della televisione commerciale . Lo spazio nel q