"Il mondo rimpicciolisce. “Schnell” in tedesco vuol dire veloce, ma la velocità si concentra nelle stazioni: nella fretta con cui si sale e si scende, nel risucchio delle masse a ritmi da film muto. La stazione è un non luogo: nessun marciapiede per dirsi addio, nessuna banchina su cui ti senti arrivato, nessun cartello con la scritta “Benvenuti”. Il mondo che gravita attorno a quella stazione è diventato un cronometro implacabile: lì il tabellone delle partenze non finisce mai, immaginando un campo sterminato di ferraglia ed elettricità e tutt’intorno un meccanismo ad orologeria dove i ritardi non sono contemplati. I treni ingoiano fiumi viaggiatori, attraverso le vetrate della sala d’attesa tuonano l’imam degli afghani e si vedono agitarsi nelle cabine telefoniche i fez marocchini e i fazzoletti grigi di donne mediorientali. Fuori c’è la coda ed il costo delle telefonate aumenta con la miseria dei paesi. Il luogo diventa il non-luogo perché area di transito, di massima mobi...
Magazine online degli eventi e delle mostre d'arte (comunicati-stampa@incircolarte.it ).