Passa ai contenuti principali

Sogno d’inverno

Sogno d’inverno” è il titolo della mostra collettiva d’arte che accompagnerà i visitatori in un viaggio nel cuore di questa stagione, attraverso dipinti e fotografie da sabato 23 gennaio nella sala a pianterreno del Rettorato dell’Università Politecnica delle Marche, in piazza Roma, ad Ancona.

Mostra organizzata dal circolo culturale Carlo Antognini di Ancona con il patrocinio del Comune Dorico e della Provincia del capoluogo marchigiano.

Ventisei artisti esporranno le loro opere e l’occhio vigile di una giuria, sceglierà il migliore quadro o la foto più bella. 

Durante il giorno di chiusura, il 30 gennaio alle ore 17, Fedora Mobilia Giangiacomi presenterà il libro “E’ la matematica la mia insonnia”, raccolta di poesie di Patrizia Papili, presidente del circolo Carlo Antognini, poetessa e scrittrice. Il libro è l’ultima sua fatica letteraria, uscito il mese scorso per la casa editrice Affinità Elettive di Ancona. Sarà presente l’autrice. Alle ore 18 verrà premiata l’opera più bella.

I visitatori potranno ammirare alle pareti le opere di: Andrea Ansevini, Gloria Baroga, Anna Bonanni, Giuseppina Bonucci, Carlo Bordini, Claudio Buffarini, Sandro Carloni, Giorgio Castriota, Anna Ceccorulli, Gerardo Cerca, Lia Chiti, Maria Luisa D’Amico, Marinella Domeniconi, Elsa Gambelli, Lamberto Gerini, Giannarosa Gusteri, Maria Meloni, Margherita Petetti, Patrizio Piaggesi, Gianna Pieroni, Margherita Ricci, Laura Sacco, Paola Sisti, Claudio Tarsetti, Valentina Valentini, Daniela Vannini.

L’esposizione si inaugurerà, in presenza delle autorità, sabato 23 gennaio alle 17,30
Aperta tutti i giorni dal 23 al 30 gennaio, dalle ore 17,30 alle 19,30. Ingresso libero.

Post popolari in questo blog

Mein Name ist Giulia

Giunta alla seconda esposizione personale a Berlino, con la nuova ricerca Mein Name ist Giulia / Il mio nome è Giulia l’artista toscana Giulia Efisi segna una nuova tappa nella sua esplorazione visiva del concetto di identità e dei passaggi, temi centrali del suo percorso espressivo. 
Dall’iniziale ricerca sul proprio corpo, l’artista si è dedicata alla riscoperta del suo universo privato fatto di persone e oggetti della memoria, fino ad approdare negli ultimi anni alla ricerca sull’identità dell’altro con i suoi Ritratti/Portraits di persone comuni e famose ritratte per il particolare legame che la unisce a esse.
Nelle venti opere esposte alla galleria The Ballery, la Efisi affronta uno scenario nuovo, la metropoli, in cui dà luogo alla sua prima performance artistica. Un mondo privo di àncore, eccetto quella rappresentata da una panchina sulla quale si è seduta e ha cominciato a urlare il proprio nome, sperimentando le reazioni dei passanti. I loro sguardi bassi, il progressivo dist…

Un Respiro a Palazzo Pirelli

L’incontro dei tre artisti - Domenico D'Aria, Marcello Leone, Daniela Nenciulescu - riuniti nella mostra 'Respiro' ci fa riflettere sulla gioia del vivere, sulla semplicità del movimento naturale rappresentato dal respiro, un fiato leggero e sussurrato. Tale respiro che civiene proposto trasforma noi spettatori che ci perdiamo nella nostra quotidianità.
La mostra che è a cura di Anna Comino verrà inaugurata martedì 2 maggio alle 18.30 e potrà essere visitata dal lunedì al venerdì, dalle ore 13 alle ore 19
Respiro PALAZZO PIRELLI - SPAZIO EVENTI Milano - dal 2 al 30 maggio 2017 Via Fabio Filzi 22 (20124) eventi@regione.lombardia.it www.regione.lombardia.it





L’astrattismo inverso di Fulvio Bresciani

Il persiano Al-khwarizmni fu il primo a teorizzare l’algoritmo, il procedimento che risolve un determinato “problema” attraverso un certo numero finito di passi elementari, un concetto fondamentale dell'informatica che può essere eseguito da un calcolatore. Fulvio Bresciani, laureato in ingegneria nucleare, ha applicato l'algoritmo nei suoi dipinti creando una nuova corrente pittorica che lui ha definito “Astrattismo-Inverso”.
In pratica l'artista crea al computer un algoritmo che muove in modo casuale riempiendo lo schermo di una fitta rete di linee e dopo aver calcolato gli interspazi con il computer trasporta questa immagine sulla tela con i colori acrilici. 
Perché “Astrattismo Inverso”? Perché mentre gli astrattisti, negando sempre di più la realtà, sono giunti a realizzare forme non concrete, Fulvio Bresciani partendo da forme astratte e utilizzando la sua fervida fantasia ricostruisce la forma e l'ordine delle cose.
Fulvio Bresciani - L’astrattismo inverso
GALLER…