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Sedimenti dello spirito

Nel 2020 riprendono le attività espositive nell’ex chiesa di San Vittore, un luogo dedicato alle arti e, insieme, alle riflessioni sulla spiritualità. 

La mostra “Sedimenti dello spirito”, organizzata dall’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Vercelli, nasce dalla collaborazione con l’associazione “Carlo Cattaneo” di Milano che ha coinvolto alcuni noti docenti dell’Accademia di Brera e si inserisce nel più ampio progetto diocesano di valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici presenti sul territorio diocesano. 

Si tratta di una mostra pensata per essere allestita nei luoghi sacri e per essere itinerante nelle chiese italiane: a Vercelli ci saranno a partire dal nuovo anno nuove tracce ed echi della spiritualità espressa dalle opere pittoriche del Maestro Franco Marrocco, già direttore dell’Accademia di Brera. 

Dopo le esposizioni milanesi con “Ascesa”, esposta nella piccola Sacrestia del Bramante di Santa Maria delle Grazie e di “Alito” nella Chiesa dell’Incoronata, dal 21 Gennaio la città Vercelli per la prima volta ospiterà nella ex chiesa di San Vittore sue opere che echeggiano la regola di San Benedetto. 

La nuova mostra, sviluppo tematico delle precedenti, è incentrata su un ciclo pittorico a conferma oltre che della decennale ricerca individuale dell’artista del momento di grande attenzione collettiva ai temi della spiritualità, in una fase storica di grande transizione. Non è un caso che il lavoro pittorico di Marrocco, già direttore dell'Accademia di Brera a lungo vissuto a Cassino dove ha frequentato il Liceo Artistico, si ispiri alla Regola benedettina dato che a Monte Cassino c'è il famoso monastero benedettino il cui motto era “ora et labora” (prega e lavora). 

Idealmente “Sedimenti dello spirito” porta le tracce silenti che lasciavano i monaci nella pratica della trasmissione della cultura attraverso la scrittura minuscola, i cosiddetti caratteri miniati, a inchiostro su carta. Per libera associazione si potrebbe definire di segno amanuense quello di Marrocco nel suo lavoro su tela. 

La mostra si configura come un contributo per ribadire che “l'arte si trova al fondamento e alla fine di tutto” uno slancio metafisico che travalica i limiti temporali. Se come è stato detto “i colori stimolano alla filosofia” possiamo aggiungere che quelli di Marrocco stimolano alla spiritualità anche in luoghi sconsacrati come San Vittore a Vercelli, che oltre ad aggiungersi nella mappa geografica delle molteplici mostre italiane di Marrocco entra a pieno titolo tra i luoghi dell’anima cari ad uno degli esponenti più influenti dell’arte contemporanea. 

Come di consueto, le aperture della chiesa di San Vittore saranno garantite dalla collaborazione dei volontari dell’Associazione Culturale Diocesana e del Servizio Civile.

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