Passa ai contenuti principali

Grammature dell’invisibile

Lo spazio MADE4ART è lieto di presentare presso la propria sede in Via Ciovasso 17 nel cuore di Brera, il quartiere dell’arte nel centro di Milano, Grammature dell’invisibile, mostra personale dell’artista Stefano Paulon a cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni.


In esposizione una selezione di lavori su tavole di legno, superfici primarie e silenziose sopra le quali l’artista ha disposto elementari composizioni geometriche. In queste opere rigorose e dalle dimensioni contenute le forme emergono appena dal piano, rilievi minimi, impercettibili, che si collocano su una soglia tra presenza e scomparsa. Il nero assoluto e totalizzante che le caratterizza assorbe la luce e riduce l’immagine all’essenziale, lasciando affiorare lentamente le forme solo a uno sguardo attento, che si concede il tempo di osservare. Paulon ha sviluppato questa serie come pratica di meditazione e di lentezza: uno spazio di osservazione in cui la percezione si attiva gradualmente, attraversando il confine tra visibile e invisibile. In questa tensione minima tra superficie e rilievo, luce e assorbimento, l’artista cerca una condizione di purezza formale e d’ascolto silenzioso della materia.

Il nero super opaco e profondo impiegato da Paulon per la realizzazione di questi lavori è ABSOLUTE BLACK® by Fleur / Colorificio Centrale, nato da un desiderio d’innovazione, che grazie alle sue qualità tecniche crea superfici che assorbono la luce e trasformano la percezione dello spazio, invitando lo spettatore a confrontarsi con una dimensione visiva radicale e immersiva.

La produzione artistica di Stefano Paulon rivela la sua volontà d’indagare, attraverso lo studio delle superfici e delle forme, l’ambiente, i suoi confini spaziali e gli equilibri armonici che li governano. In continuità con le precedenti serie di composizioni tridimensionali da lui create e presentate in mostra, esegue una ricerca

relativa alla superficie, alla forma, allo spazio, analizzandone rapporti ed equilibri e rappresentando ciò che si nasconde dietro la superficie del reale. Essenzialità e sintesi alla base di un linguaggio che tende a rappresentare la consistenza, la presenza, la grammatura dell’invisibile.

L’inaugurazione di Grammature dell’invisibile si terrà martedì 31 marzo 2026 dalle ore 18 alle 20; a partire dal primo e fino al 13 aprile l’esposizione sarà visitabile su appuntamento negli orari di apertura della sede, il lunedì dalle ore 15 alle 18, dal martedì al venerdì dalle 10 alle 18, il sabato dalle 15 alle 18.


Stefano Paulon (1963), autore, artista designer e collezionista, sviluppa una ricerca interdisciplinare che attraversa arte, architettura, design e scrittura, ponendo al centro dell’indagine la superficie come luogo di relazione tra materia, spazio e percezione. Da esperienze professionali nei settori industriali e del marketing, Paulon ha progressivamente orientato il proprio percorso verso uno studio autonomo della storia dell’arte e delle tecniche esecutive. Questa duplice matrice — progettuale e contemplativa — costituisce l’ossatura metodologica del suo lavoro. Dagli esordi nel disegno al tratto, dedicato alla figura umana e alle strutture geometriche complesse, la ricerca evolve verso la progettazione di oggetti, complementi di arredo e concept illuminotecnici e architettonici negli anni Novanta, per approdare, dai primi anni Duemila, alla modellazione plastica delle superfici e alla realizzazione di composizioni tridimensionali e installazioni ambientali. Il suo linguaggio minimalista indaga le polarità strutturali dell’esperienza visiva — pieno/vuoto, positivo/negativo, materiale/immateriale — attraverso processi lenti e stratificati. Le opere, realizzate prevalentemente a mano su supporti in calcestruzzo e legno, sono trattate con composti a base acrilica addizionati di sabbia, gesso, calce o cemento; talvolta completate da pigmenti puri miscelati a cera naturale applicata a caldo. La complessità formale deriva dalla reiterazione gestuale e dalla sedimentazione materiale. Ogni lavoro è accompagnato da un testo poetico collocato sul retro, definito dall’artista “sostanza spirituale” dell’opera: un dispositivo parallelo che estende la dimensione visiva in ambito linguistico. Nel 2019 è stato avviato lo STEFANOPAULONARCHIVE, progetto volto alla catalogazione sistematica dell’opera e alla realizzazione di un Catalogo Ragionato. Vive e lavora tra Milano, Como e Finale Ligure. Tra le diverse esposizioni realizzate con lo spazio MADE4ART di Milano si ricordano “Rigore e Psiche” (novembre 2019) con Piero Campanini presso la precedente sede in Via Voghera 14, le personali “Vuoti Solidi” (gennaio - febbraio 2021), “Geometrie Teofaniche” (novembre 2021) e “PRIMARIEINTENZIONI” (novembre 2022), la mostra “Se nascondiamo le parole” (luglio - settembre 2023) con Elena Borghi, tutte tenutesi nella nuova sede di Brera.

 

Stefano Paulon. Grammature dell’invisibile

a cura di Elena Amodeo, Vittorio Schieroni

 

31 marzo - 13 aprile 2026

Inaugurazione martedì 31 marzo ore 18 - 20

Dal giorno 1 aprile la mostra è visitabile su appuntamento negli orari di apertura della sede: lunedì 15 - 18, martedì - venerdì 10 - 18, sabato 15 - 18

Si invita a verificare sempre sul sito Internet e i social network di MADE4ART eventuali aggiornamenti sugli orari e le modalità di accesso allo spazio


MADE4ART

Spazio, comunicazione e servizi per l’arte e la cultura

Via Ciovasso 17, 20121 Milano, Italia | Brera District

Fermate metropolitana Lanza, Cairoli, Montenapoleone

www.made4art.it, info@made4art.it, +39.02.23663618


Commenti

Post popolari in questo blog

Il Quadro con cerchio di Kandinskij

Si intitola " Quadro con cerchio ", ed è il primo dipinto astratto di Vasilij Vasil'evič Kandinskij , fu realizzato nel 1911 e ritrovato solo nel 1989. Proveniente dal museo nazionale georgiano di Tbilisi, viene per la prima volta esposto in Italia nell'ambito della mostra " Kandinskji, cavaliere errante.In viaggio verso l'astrazione ." , al Mudec di Milano (fino al 9 luglio). Un quadro al quale lo stesso artista attribuiva importanza, come risulta da una sua lettera del 1935: "Quando ho lasciato Mosca, alcuni miei dipinti, in parte di grande formato, sono rimasti in custodia nel museo di Arte Europea Occidentale. Tra essi il mio primissimo quardo astratto del 1911...Purtroppo, non ne possiedo alcuna foto. All'epoca ero scontento del dipinto e pertanto non l'ho neppure numerato e non ho scritto alcuna indicazione sul retro, come faccio sempre, e non l'ho riportato nel mio catalogo personale" . MUDEC

San Sebastiano. Bellezza e integrità nell’arte tra Quattrocento e Seicento.

E' in corso - e fino all' 8 marzo 2015 - presso il Castello di Miradolo (immerso in uno dei più lussureggianti parchi romantici del Piemonte, ai piedi delle colline di Pinerolo, all’imbocco della Val Chisone e della Val Pellice) la mostra " San Sebastiano. Bellezza e integrità nell’arte tra Quattrocento e Seicento. " dedicata a San Sebastiano , promossa dalla Fondazione Cosso e curata da Vittorio Sgarbi con la collaborazione di Antonio D’Amico . La mostra offre un interessante excursus in quasi tre secoli, un percorso che dalla seconda metà del Quattrocento giunge agli albori del Settecento, contemplando assoluti capolavori: Tutto l'allestimento è in penombra e i dipinti sembrano accarezzati da morbide luci...L'emozione è tanta, accentuata dal sottofondo musicale , scritta da Debussy per Le Martyre de Saint- Sebastien di D'Annunzio )...si inizia con Andrea della Robbia che modella l’anatomia del giovane Sebastiano con grande raffinatezza, levigan...

Arrestata la performer Milo Moiré : Si faceva masturbare in strada.

Arrestata l’artista svizzera Milo Moiré , nota alle cronache artistiche più per le sue performance poco ortodosse che per la sua “arte”. Si faceva masturbare dai passanti in piazza nel pieno centro di Londra: Trafalgar Square davanti alla National Gallery tanto per dire.  Scatola riflettente trapezoidale a mo’ di gonna per coprire bene la parte artistica/intima e via a farsi ditalinare dai cittadini britannici e dai turisti vari. Giovani e meno giovani, donne e uomini. Tutti a esplorare gli orifizi della giovane performer. Trenta secondi di passione (tanto durava la performer).  L’esibizione non è però durata molto. 45 minuti ed è intervenuta la polizia arrestandola. 24 ore in cella e migliaia di sterline di multa.  La Moiré era già stata arrestata a Parigi in un’altra performance senza veli davanti alla Torre Eiffel. Se questa è arte… (nelle foto le performance di Londra) da  http://www.artslife.com