Passa ai contenuti principali

GOYA E IL MONDO MODERNO

Una importante mostra a Palazzo Reale di Milano dal 17 marzo al 27 giugno.

Francisco Goya è stato uno dei protagonista della pittura europea tra il Settecento e Ottocento, ma ha pure influenzato molti artisti degli ultimi due secoli, da Delacroix a Picasso per arrivare a Pollok, a Bacon e a Kiefer. Così in questa mostra, oltre a quelle del pittore aragonese, si possono vedere le opere di altri 45 celebri maestri pittori dell'arte internazionale.

Francisco Goya (Autoritratto) e alle sue spalle Palazzo Reale di Milano, in una elaborazione grafica di Leonardo Basile
Francisco Goya (Autoritratto) e alle sue spalle Palazzo Reale di Milano, in una elaborazione grafica di Leonardo Basile

“Goya e il mondo moderno“, in mostra a palazzo Reale di Milano dal 17 marzo al 27 giugno, è un omaggio al pittore aragonese e soprattutto una celebrazione della sua grande influenza sull’arte contemporanea. Con oltre 180 opere, Valeriano Bozal e Concepción Lomba, i curatori della rassegna, intendono mettere in relazione i temi più sentiti da Goya (la nuova società, la soggettività, la violenza) con artisti altrettanto importanti degli ultimi due secoli. La mostra è sviluppata in tre filoni tematici: la nuova società, le reazioni a tale società e la rappresentazione della violenza. Le opere di Goya saranno affiancate da quelle di Delacroix, Klee, Pollock, Giacometti, Picasso, rendendo il confronto tra esse il più diretto possibile. Tra i lavori di Goya più noti, spicca il famoso “Autoritratto”, ma anche il ritratto di Asensio Julià e di re Carlo IV. La mostra ha carattere internazionale, per numero di opere ed enti coinvolti nel prestito. Una mostra imperdibile per chi voglia approfondire la conoscenza della figura di Goya e, insieme, individuare la contemporaneità dei suoi insegnamenti.
A cura di ARTE & leonardo basile

Commenti

Post popolari in questo blog

Il Quadro con cerchio di Kandinskij

Si intitola " Quadro con cerchio ", ed è il primo dipinto astratto di Vasilij Vasil'evič Kandinskij , fu realizzato nel 1911 e ritrovato solo nel 1989. Proveniente dal museo nazionale georgiano di Tbilisi, viene per la prima volta esposto in Italia nell'ambito della mostra " Kandinskji, cavaliere errante.In viaggio verso l'astrazione ." , al Mudec di Milano (fino al 9 luglio). Un quadro al quale lo stesso artista attribuiva importanza, come risulta da una sua lettera del 1935: "Quando ho lasciato Mosca, alcuni miei dipinti, in parte di grande formato, sono rimasti in custodia nel museo di Arte Europea Occidentale. Tra essi il mio primissimo quardo astratto del 1911...Purtroppo, non ne possiedo alcuna foto. All'epoca ero scontento del dipinto e pertanto non l'ho neppure numerato e non ho scritto alcuna indicazione sul retro, come faccio sempre, e non l'ho riportato nel mio catalogo personale" . MUDEC

RI-TRATTI di Peppe Di Giuli

La Galleria Carte Scoperte , situata via Pietro Maroncelli 14, inaugura il 2 luglio 2015, dalle ore 18,00 alle ore 21,30, una mostra dedicata all’ultima produzione di Peppe Di Giuli , artista Umbro e Milanese d’adozione, vincitore di due Compassi d’Oro . La Mostra durerà sino al 16/07/2015 e saranno esposte le firme di alcuni grandi Futuristi: Peppe Di Giuli propone un nuovo modo di penetrare nelle fisionomie operative dei grandi Artisti: un’interpretazione personale delle firme degli stessi.  Opere uniche in legno laccato che oltre a riprendere fedelmente il segno degli Artisti hanno l’interpretazione personale di Di Giuli che rende le firme vere e proprie sculture: plastiche, sinuose, sensuali. La scelta, di dedicare ai grandi del Futurismo una mostra, dell’artista prima e del gallerista poi, è stata dettata dalla stessa spinta emozionale che è quella di rendere omaggio ma soprattutto giustizia ad un movimento, per noi il più importante del novecento, che per mere ragioni ...

ISABELLA d'ARAGONA, duchessa di Bari, è MONNA LISA.

Il beffardo sorriso della Monna Lisa, del poliedrico Leonardo da Vinci, colpisce ancora: non è Lisa Gherardini la donna raffigurata nel ritratto più famoso del mondo ma Isabella d'Aragona , duchessa di Bari. A dirla tutta, non è una notizia proprio inedita, nel senso che non è la prima volta che questa tesi ci viene proposto: un anno fa Maike Vogt-Luerssen (che non è certo una sprovveduta) la sostenne, con confronti e documenti minuziosissimi. Ma non ebbe molto successo e Monna Lisa continuò a rimanere lì..... con quel suo sorriso-non-sorriso che tanto fa impazzire studiosi e ammiratori d'ogni tempo e luogo. Questa volta, però, la tesi ci viene riproposta da una studiosa barese, Titty Pignatelli Palladino, che nei giorni scorsi l'ha presentata a New York. La nota prof. Pignatelli Palladino è partita, nel suo studio, dalla visione di un documento inedito -conservato presso la New York Public Library- contenente la stampa del volto di Isabella d'Aragona. Ad una copia di ...