Cristiano Pintaldi - Lucid Dreams: Evento collaterale della 54 Biennale di Venezia, a cura di Achille Bonito Oliva.
Come e da chi è modellata la nostra percezione della realtà? L’ingannevole “verità” veicolata dai sistemi di potere attraverso i media è il tema centrale della mostra, sviluppato attraverso opere pittoriche che riproducono la stessa scomposizione tripartita dei monitor televisivi e informatici.

Attraverso una selezione di lavori pittorici di grande formato, per lo più inediti, Cristiano Pintaldi presenta un’articolata riflessione sulla nostra capacità di definire e percepire la realtà.
Il titolo stesso della mostra, Lucid Dreams - sogni lucidi -, esplicita il pensiero dell’artista secondo il quale la realtà di cui facciamo parte sia un sogno in cui ciascun individuo è simultaneamente regista e attore del proprio film, creatore responsabile della propria visione. In questo senso l’aspetto tangibile dell’universo in cui viviamo è il risultato di circa sei miliardi di realtà, tanti quanti sono i punti di vista delle persone nel mondo.
Ma esiste una mediazione, la realtà condivisa: tutti, infatti, riconosciamo come reale il punto di vista univoco creato dai media, che restituiscono la visione di una realtà filtrata da un’inquadratura e riproposta attraverso un monitor. In questo modo ognuno di noi diventa consapevole dell’esistenza di un doppio livello di percezione, quello di una realtà individuale, generata dal proprio punto di vista e quello della realtà condivisa, uguale per tutti, di cui l’immagine mediatica è la prova. Questo doppio livello di lettura è il punto focale della ricerca di Pintaldi: da un lato la scelta dei soggetti dei suoi quadri, immagini significative nella formazione dell’immaginario collettivo forgiato dai nuovi media globali dagli anni ’50 a oggi, e dall’altro una pittura fatta di pixel, che traduce le immagini nel codice percettivo proprio delle trasmissioni video.
Il titolo stesso della mostra, Lucid Dreams - sogni lucidi -, esplicita il pensiero dell’artista secondo il quale la realtà di cui facciamo parte sia un sogno in cui ciascun individuo è simultaneamente regista e attore del proprio film, creatore responsabile della propria visione. In questo senso l’aspetto tangibile dell’universo in cui viviamo è il risultato di circa sei miliardi di realtà, tanti quanti sono i punti di vista delle persone nel mondo.
Ma esiste una mediazione, la realtà condivisa: tutti, infatti, riconosciamo come reale il punto di vista univoco creato dai media, che restituiscono la visione di una realtà filtrata da un’inquadratura e riproposta attraverso un monitor. In questo modo ognuno di noi diventa consapevole dell’esistenza di un doppio livello di percezione, quello di una realtà individuale, generata dal proprio punto di vista e quello della realtà condivisa, uguale per tutti, di cui l’immagine mediatica è la prova. Questo doppio livello di lettura è il punto focale della ricerca di Pintaldi: da un lato la scelta dei soggetti dei suoi quadri, immagini significative nella formazione dell’immaginario collettivo forgiato dai nuovi media globali dagli anni ’50 a oggi, e dall’altro una pittura fatta di pixel, che traduce le immagini nel codice percettivo proprio delle trasmissioni video.
Ex Cantiere Navale, Castello 40 (San Pietro di Castello)
Fino al 31 ottobre
Fino al 31 ottobre
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