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La Dolorosa Natalia Saurin

La Galleria Muratcentoventidue prosegue il suo programma espositivo con la mostra personale di Natalia Saurin.

Dar volto alla complessità dell’identità femminile sembra essere la sfida di molte sempre più numerose artiste presenti sulla scena contemporanea e una gran parte di esse sceglie il video come mezzo preferito per inventare il proprio modo di rappresentarsi e avviare una relazione fra la propria storia e quella di altre donne. Ed il video d’altra parte, per la sua natura fluida e la sua identità ibrida e in virtù della sua immediatezza, facilità d’uso e semplicità ad essere riprodotto e trasmesso, rappresenta un mezzo d’elezione con il quale esprimere il potere del personale nell’arte.
I video delle artiste dell’ultimo decennio fanno percepire da un lato un’elaborazione del pensiero storico del movimento delle donne, anche se la maggior parte non ha avuto un legame diretto con esso, data la giovane età, dall’altro un fastidio epidermico per stereotipi e cliché di ogni tipo, compresi quelli legati alla retorica femminista.
 Ne è un esempio Natalia Saurin, spesso protagonista dei suoi lavori che la vedono agire in un territorio di confine tra la realtà e la banalità della vita quotidiana e un mondo immaginario e fantastico che spesso ha a che fare con il mito. Attraverso i suoi lavori l’artista cerca di reinterpretare persone, attività, oggetti, toccando quel sottile confine che separa il mito dalla quotidianità e cercando di ribaltare con ironia e poesia gli stereotipi riguardanti la figura femminile.
Nella prima sala l’artista propone tre video frame e tre foto ( Forever and ever), ispirati all’iconografia della Madonna Dolorosa , nei quali vediamo ritratte tre anziane signore all’interno della propria casa; la tovaglia della festa diventa sfondo annullando lo spazio privato e i coltelli di uso comune si convertono in ornamento simbolico.
Nella seconda sala propone il video Dance, Dance, Dance ispirato all’omonimo libro di Haruki Murakami . Qui un’anziana signora emoziona lo spettatore raccontando che, pur sopraffatta dalle difficoltà della vita, non ha mai perso la voglia di danzare. La donna all’interno della propria cucina si trova a dialogare con i propri ricordi che invadono la quotidianità, realtà e sogno si fondono in un istante, generando quella danza primordiale che collega l’esistenza individuale ai moti celesti. Dopo un monologo sugli anni passati e sulla quotidianità la donna balla sotto una palla da discoteca trapuntata di specchi, che ricorda un cielo stellato.

Sede
Muratcentoventidue-Artecontemporanea
via G. Murat 122/b – Bari
Inaugurazione
Sabato 5 maggio 2012, ore 19.00
Periodo
5 maggio – 15 giugno 2012
Orario di apertura
dal martedì al sabato, dalle 17.30 alle 20.30

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