Passa ai contenuti principali

Gli Alfabeti alla Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia

Sabato 24 novembre, in occasione della festa di San Prospero, presso la Galleria Bonioni Arte (Corso Garibaldi, 43) sarà visitabile l'anteprima della mostra "Alfabeti", allestita dal 1 dicembre al 20 gennaio con opere scelte di venticinque artisti, attivi dal primo Novecento ai giorni nostri.
 
Giuseppe Capogrossi, Senza titolo, 1959-60,
 tempera su carta, cm. 35x49,5
Come di consueto, la galleria propone per i mesi di dicembre e gennaio un approfondimento dedicato alla storia dell'arte, da Giacomo Balla a Giuseppe Capogrossi ed Emilio Vedova, con un occhio rivolto anche alle giovani generazioni.
 
In mostra, le ricerche di Giulio Turcato, lo spazialismo di Roberto Crippa ed Antonio Corpora, l'astrattismo lirico di Sam Francis, nonché i dipinti di Mattia Moreni ed Ennio Morlotti risalenti agli anni Cinquanta, unitamente ai collage di Conrad Marca-Relli e ai Tappeti orientali di Aldo Mondino.
A completare l'esposizione, opere di Alfredo Chighine, Christo, Omar Galliani, Il Papero Rosso, Riccardo Licata, Giuseppe Maraniello, Mimmo Rotella, Gino Severini e Luigi Veronesi. Saranno, inoltre, presenti le ultime ricerche di Mirko Baricchi, Marco Bolognesi, Josè Demetrio, Marco Ferri, Pietro Iori, Luca Moscariello e Simone Pellegrini, giovani talenti che la galleria segue e promuove.
 
La collettiva sarà visitabile in anteprima sabato 24 novembre con orario 10.00-13.00 e 16.00-20.00. La mostra sarà aperta al pubblico dal 1 dicembre al 20 gennaio, da martedì a domenica con orario 10.00-13.00 e 16.00-20.00; fino al 24 dicembre aperto anche al lunedì, aperto 25 e 26 dicembre, chiuso 1 gennaio. Ingresso gratuito.
 
Dal 7 al 10 dicembre la Galleria Bonioni Arte sarà, inoltre, presente alla fiera d'arte "Immagina" di Reggio Emilia, in qualità di espositore e di promotore della mostra "Omar Galliani. Le stanze del silenzio", curata da Francesca Baboni e Stefano Taddei.
 

Commenti

Post popolari in questo blog

Il Quadro con cerchio di Kandinskij

Si intitola " Quadro con cerchio ", ed è il primo dipinto astratto di Vasilij Vasil'evič Kandinskij , fu realizzato nel 1911 e ritrovato solo nel 1989. Proveniente dal museo nazionale georgiano di Tbilisi, viene per la prima volta esposto in Italia nell'ambito della mostra " Kandinskji, cavaliere errante.In viaggio verso l'astrazione ." , al Mudec di Milano (fino al 9 luglio). Un quadro al quale lo stesso artista attribuiva importanza, come risulta da una sua lettera del 1935: "Quando ho lasciato Mosca, alcuni miei dipinti, in parte di grande formato, sono rimasti in custodia nel museo di Arte Europea Occidentale. Tra essi il mio primissimo quardo astratto del 1911...Purtroppo, non ne possiedo alcuna foto. All'epoca ero scontento del dipinto e pertanto non l'ho neppure numerato e non ho scritto alcuna indicazione sul retro, come faccio sempre, e non l'ho riportato nel mio catalogo personale" . MUDEC

RI-TRATTI di Peppe Di Giuli

La Galleria Carte Scoperte , situata via Pietro Maroncelli 14, inaugura il 2 luglio 2015, dalle ore 18,00 alle ore 21,30, una mostra dedicata all’ultima produzione di Peppe Di Giuli , artista Umbro e Milanese d’adozione, vincitore di due Compassi d’Oro . La Mostra durerà sino al 16/07/2015 e saranno esposte le firme di alcuni grandi Futuristi: Peppe Di Giuli propone un nuovo modo di penetrare nelle fisionomie operative dei grandi Artisti: un’interpretazione personale delle firme degli stessi.  Opere uniche in legno laccato che oltre a riprendere fedelmente il segno degli Artisti hanno l’interpretazione personale di Di Giuli che rende le firme vere e proprie sculture: plastiche, sinuose, sensuali. La scelta, di dedicare ai grandi del Futurismo una mostra, dell’artista prima e del gallerista poi, è stata dettata dalla stessa spinta emozionale che è quella di rendere omaggio ma soprattutto giustizia ad un movimento, per noi il più importante del novecento, che per mere ragioni ...

ISABELLA d'ARAGONA, duchessa di Bari, è MONNA LISA.

Il beffardo sorriso della Monna Lisa, del poliedrico Leonardo da Vinci, colpisce ancora: non è Lisa Gherardini la donna raffigurata nel ritratto più famoso del mondo ma Isabella d'Aragona , duchessa di Bari. A dirla tutta, non è una notizia proprio inedita, nel senso che non è la prima volta che questa tesi ci viene proposto: un anno fa Maike Vogt-Luerssen (che non è certo una sprovveduta) la sostenne, con confronti e documenti minuziosissimi. Ma non ebbe molto successo e Monna Lisa continuò a rimanere lì..... con quel suo sorriso-non-sorriso che tanto fa impazzire studiosi e ammiratori d'ogni tempo e luogo. Questa volta, però, la tesi ci viene riproposta da una studiosa barese, Titty Pignatelli Palladino, che nei giorni scorsi l'ha presentata a New York. La nota prof. Pignatelli Palladino è partita, nel suo studio, dalla visione di un documento inedito -conservato presso la New York Public Library- contenente la stampa del volto di Isabella d'Aragona. Ad una copia di ...