Passa ai contenuti principali

SELF-PORTRAITS opere di Emanuele Gatto al Makemake di Roma

Questa sera alle 19,30 si inaugura SELF-PORTRAITS una mostra di Emanuele Gatto curata da Matteo Saccavino presso lo Spazio d' arte Makemake di Roma. Fino all'1 febbraio.
“Ogni striscia di colore, con la sua diversa intensità, è l’impressione di un contatto e di un movimento. Non mi sento interessato né all’aspetto del mio corpo ricoperto dal colore né all’idea che esso stesso possa divenire arte. Mi concentro piuttosto su ciò che si genera quando il colore si espande sulla pelle, e sulle forme che questa imprime sulla superficie della tela, dove il colore trattiene la tensione dei movimenti e riproduce l’evolversi della loro carica emotiva: una sorta di ritratto dei miei mondi interni ed esterni, attraverso la materialità del corpo”.
 
Dopo la partecipazione a una collettiva nel 2011, e il debutto sulla scena romana del progetto THROUGH ESPERIMENTI a cui lavora con la giovane stilista di Silente, Francesca Iaconisi, Emanuele Gatto ha deciso di condividere in una personale presso lo spazio Makemake le opere della serie SELF-PORTRAITS, una variazione sul tema dell'autoritratto in cui il corpo ricopre il ruolo di protagonista.

Emanuele Gatto (1981) respira odore di trementina e olio di lino sin dalla nascita, frequentando l’atelier di famiglia quale luogo prediletto della scoperta artistica. Sono poi i soggiorni europei a influenzare il suo approccio cosmopolita e metropolitano all'arte, arricchendo progressivamente la sua ispirazione.

Gli “autoritratti” presentati sono il risultato di una sperimentazione finalizzata alla messa a punto di una personale tecnica realizzativa che ha visto l'artista tralasciare l'utilizzo dei consueti strumenti del mestiere a favore del proprio corpo. Unica eccezione, chiaro esempio di progetti futuri, è Light can come from everywhere, una straordinaria visione ribaltata della realtà riconoscibile, distorta nelle forme e riallineata nel colore.
A metà tra action painting e body art, Emanuele Gatto conforma il processo creativo in una vera e propria azione pittrice: un'azione sintetica che proietta sulla tela l'immagine reale del corpo, che fa il proprio ingresso nell'opera tramite il contatto reso visibile e durevole dall'interposizione del colore. Si suggella così, mediante l'impressione della pelle sul supporto, un legame di identità con il corpo che, venendo rielaborato da una serie di gesti formativi, ritrova la sua verità nella filosofia dell'opera. I colori prendono vita sulla pelle e ne riproducono sulla tela le porosità e le caratteristiche eterogenee, offrendone la rappresentazione al gioco delle successive rielaborazioni.
E' ancora un corpo a dominare la performance di apertura che l’artista ha ideato per il vernissage: al cospetto delle tele, esso si veste di solo colore riaffermando la propria centralità nella creazione dell’opera. Il corpo è di Valerio Sirna (1988), performer che vanta già importanti collaborazioni quali: Ricci-Forte (2009, 2010, 2011), il gruppo Mutua Imago (2011), Giorgio Rossi per L'Arezzo Wave (2012), il marchio Area (Paris Fashion Week 2012). Al momento fa parte del collettivo milanese Strasse.
Il percorso della mostra è completato da una videoinstallazione in cui frammenti di vita metropolitana raccordano, in un tentativo ultimo di sintesi, le immagini del corpo che lascia la propria impronta sulla tela.

Post popolari in questo blog

Il Quadro con cerchio di Kandinskij

Si intitola "Quadro con cerchio", ed è il primo dipinto astratto di Vasilij Vasil'evič Kandinskij, fu realizzato nel 1911 e ritrovato solo nel 1989.
Proveniente dal museo nazionale georgiano di Tbilisi, viene per la prima volta esposto in Italia nell'ambito della mostra "Kandinskji, cavaliere errante.In viaggio verso l'astrazione." , al Mudec di Milano (fino al 9 luglio).
Un quadro al quale lo stesso artista attribuiva importanza, come risulta da una sua lettera del 1935: "Quando ho lasciato Mosca, alcuni miei dipinti, in parte di grande formato, sono rimasti in custodia nel museo di Arte Europea Occidentale. Tra essi il mio primissimo quardo astratto del 1911...Purtroppo, non ne possiedo alcuna foto. All'epoca ero scontento del dipinto e pertanto non l'ho neppure numerato e non ho scritto alcuna indicazione sul retro, come faccio sempre, e non l'ho riportato nel mio catalogo personale".

MUDEC



Antropocene – L’epoca umana

Una meditazione cinematografica sulla massiccia ricostruzione del pianeta da parte dell'umanità, 'Antropocene – L’epoca umana' è un film documentario che avuto una lavorazione di quattro anni ad opera del pluripremiato team composto da Jennifer Baichwal, Nicholas de Pencier e Edward Burtynsky.




Terzo in una trilogia che include Manufactured Landscapes (2006) e Watermark (2013), il film segue la ricerca di un gruppo internazionale di scienziati, il gruppo di lavoro Anthropocene che, dopo quasi 10 anni di ricerca, sostiene la teoria secondo cui l'epoca dell’Olocene ha lasciato il posto all'epoca dell’Antropocene a metà del XX secolo in seguito a profondi e duraturi cambiamenti.
Dalle pareti di cemento in Cina che ora coprono il 60% della costa continentale, alle più grandi macchine terrestri mai costruite in Germania, alle psichedeliche miniere di potassio negli Urali russi, alle fiere di metallo nella città di Norilsk, alla devastante Grande Barriera Corallina in Austr…

Ti sento! Non essere sordo alle emozioni

La mostra collettiva " Ti sento! Non essere sordo alle emozioni" - da quest'oggi a mercoledì 19 presso la Tevere Art Gallery, in via Santa Passera 25 , Roma - è un progetto poli-artistico bi-culturale, curato da Francesca Masiero, che intende mettere a confronto il mondo dei sordi e quello degli udenti, scoprendo l’enorme potenziale comunicativo della LIS, la Lingua dei Segni Italiana, fatta di espressioni emotive e concrete gestualità.
Gli artisti, sordi e udenti, coinvolti nella mostra sono Alessandro Arrigo, Re Barbus, The Silent Beat, Marco Capellacci, Marco Verni, Cristina Eidel, Konstantinos Papaioannou e Gina Scanzani.
Attraverso la sperimentazione di grafiche, collage, illustrazioni e fotografie, racconteranno il silenzio e la mancanza di suono, mettendo in discussione certezze acquisite e aiuteranno a comprendere meglio il valore e il significato più profondo della parola e della comunicazione con l’altro. Scoprire il mondo di chi non sente aiuta a riflettere criti…