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Marc Chagall come nella pittura, così nella poesia

Dal 5 settembre al 13 gennaio 2019 il Palazzo della Ragione, a Mantova, presenta la mostra “Marc Chagall come nella pittura, così nella poesia”, a cura di Gabriella Di Milia, in collaborazione con la Galleria di Stato Tretjakov di Mosca, promossa dal Comune e organizzata e prodotta con la casa editrice Electa. 



La rassegna, dedicata al pittore che insieme a Picasso e Robert Delaunay ha forse ispirato il maggior numero di poeti, scrittori e critici militanti del Novecento, apre i battenti in concomitanza con Festivaletteratura.

In esposizione oltre 130 opere tra cui il ciclo completo dei sette teleri dipinti da Chagall nel 1920 per il Teatro ebraico da camera di Mosca che rappresentano il momento più rivoluzionario e meno nostalgico del suo percorso artistico. I teleri costituiscono un prestito eccezionale della Galleria di Stato Tretjakov: furono esposti a Milano nel 1994 e a Roma nel 1999 dopo le esposizioni del 1992 al Guggenheim di New York e del 1993 al The Art Institute di Chicago.

Una selezione di opere emblematiche, tra dipinti e acquerelli, di Marc Chagall degli anni 1911-1918 accompagna l’allestimento immersivo del Teatro ebraico, insieme a una serie di acqueforti eseguite tra il 1923 e il 1939, tra cui le illustrazioni per le Anime morte di Gogol’, per le Favole di La Fontaine e per la Bibbia.

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Un quadro al quale lo stesso artista attribuiva importanza, come risulta da una sua lettera del 1935: "Quando ho lasciato Mosca, alcuni miei dipinti, in parte di grande formato, sono rimasti in custodia nel museo di Arte Europea Occidentale. Tra essi il mio primissimo quardo astratto del 1911...Purtroppo, non ne possiedo alcuna foto. All'epoca ero scontento del dipinto e pertanto non l'ho neppure numerato e non ho scritto alcuna indicazione sul retro, come faccio sempre, e non l'ho riportato nel mio catalogo personale".

MUDEC



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