Passa ai contenuti principali

Alessandra Borsetti Venier e Carlo Fabre ne Il Cristo del Mantegna e oltre.

Il fotografo Carlo Fabre (Verona 1938 - Firenze 1995) che della sperimentazione fece il suo demone raggiungendo risultati insuperabili nell’ambito della fotografia che riflette su se stessa e l’artista multimediale Alessandra Borsetti Venier, con la vocaxione a unire nel gesto teatrale parola e segno linguistico, hanno ideato nel 1985 un viaggio immaginario partendo dal famoso quadro del Cristo morto di Andrea Mantegna.

Borsetti & Fabre ci guidano “oltre” lo spazio pittorico, capolavoro delle più ardite ricerche prospettiche rinascimentali. Mantegna tendeva a disporre le sue figure come personaggi attivi in una scena aperta, mirando a coinvolgere direttamente nello spazio d’azione lo spettatore. La figura del Cristo segue il riguardante in ogni suo spostamento, creando una percezione di spazialità circolare attorno al corpo disteso, dove soltanto pochi accenni rivelano l’ambiente in cui si svolge la scena. 
Di qui lo spunto di Borsetti & Fabre a continuare la sollecitazione visiva del quadri, realizzando una situazione teatrale per consentire all’osservatore “coinvolto” di curiosare nello spazio scenico tra le figure dolenti riunite attorno al corpo del Cristo preparato per la sepoltura.

Diciannove fotografie permettono di partecipare all’evento da angolature diverse per scoprire e guardare quel che nel quadro non c’era. Ciascuna fotografia è stata progettata e costruita come un quadro a sé stante, mantenendo l’uso potente e invasivo dello scorcio prospettico, anche nell’invenzione dei personaggi “dolenti”, degli oggetti e degli arredi. Il tutto restituisce il clima morale e il profondo senso tragico del Cristo morto del Mantegna, in un prolungato e articolato omaggio alla sua capacità di interpretare la “fisicità” della morte.

Con l’occhio magico dell’apparato fotografico Carlo Fabre saggia ogni angolatura espressiva del luogo scenico, completamente ideato e ricostruito in quasi un anno di lavoro da Alessandra Borsetti Venier che ha coinvolto degli amici per interpretare i personaggi, tra cui l’attore Gianni Marrani, per l’incredibile somiglianza fisica con il Cristo dipinto da Mantegna.
 
“La mostra di Borsetti & Fabre, scrive Valerio Dehò nel catalogo, parte da un’immagine ipercodificata per svelare l’antica dipendenza della fotografia dalla pittura e, nel contempo, per andare oltre tale dipendenza fino a recuperare interamente l’autonomia dell’arte fotografica. In questo senso si opera il passaggio dalla “fotografia pittorica” alla “fotografia fotografica” - faccio mia un’espressione dello stesso Fabre - che corrisponde all’emancipazione dal “principio di realtà” verso il liberatorio e più artistico “principio di piacere”. La “fotografia fotografica” cerca di proporre lo specifico fotografico attraverso una realtà che solo la fotografia può immaginare e realizzare”.
 
Come scrive Lukács nei suoi primi testi sull’estetica dell’arte: “Solo l’uomo con l’arte va oltre l’estetica della natura, va oltre la casualità creando un caso, una realtà inesistente fino a quel momento”. Ed è per questo che la fotografia deve usare quella dipendenza dalla realtà che la rende così attendibile, così “oggettiva” rovesciandone la funzione; solo la fotografia, forte di anni vissuti di documentazione, ha il potere di proporre mondi immaginari con la forza convincente della realtà.

Alessandra Borsetti Venier / Carlo Fabre - Il Cristo del Mantegna e oltre
PALAZZO MEDICI RICCARDI
Firenze - dal 7 al 31 agosto 2013

Post popolari in questo blog

Il Quadro con cerchio di Kandinskij

Si intitola "Quadro con cerchio", ed è il primo dipinto astratto di Vasilij Vasil'evič Kandinskij, fu realizzato nel 1911 e ritrovato solo nel 1989.
Proveniente dal museo nazionale georgiano di Tbilisi, viene per la prima volta esposto in Italia nell'ambito della mostra "Kandinskji, cavaliere errante.In viaggio verso l'astrazione." , al Mudec di Milano (fino al 9 luglio).
Un quadro al quale lo stesso artista attribuiva importanza, come risulta da una sua lettera del 1935: "Quando ho lasciato Mosca, alcuni miei dipinti, in parte di grande formato, sono rimasti in custodia nel museo di Arte Europea Occidentale. Tra essi il mio primissimo quardo astratto del 1911...Purtroppo, non ne possiedo alcuna foto. All'epoca ero scontento del dipinto e pertanto non l'ho neppure numerato e non ho scritto alcuna indicazione sul retro, come faccio sempre, e non l'ho riportato nel mio catalogo personale".

MUDEC



Antropocene – L’epoca umana

Una meditazione cinematografica sulla massiccia ricostruzione del pianeta da parte dell'umanità, 'Antropocene – L’epoca umana' è un film documentario che avuto una lavorazione di quattro anni ad opera del pluripremiato team composto da Jennifer Baichwal, Nicholas de Pencier e Edward Burtynsky.




Terzo in una trilogia che include Manufactured Landscapes (2006) e Watermark (2013), il film segue la ricerca di un gruppo internazionale di scienziati, il gruppo di lavoro Anthropocene che, dopo quasi 10 anni di ricerca, sostiene la teoria secondo cui l'epoca dell’Olocene ha lasciato il posto all'epoca dell’Antropocene a metà del XX secolo in seguito a profondi e duraturi cambiamenti.
Dalle pareti di cemento in Cina che ora coprono il 60% della costa continentale, alle più grandi macchine terrestri mai costruite in Germania, alle psichedeliche miniere di potassio negli Urali russi, alle fiere di metallo nella città di Norilsk, alla devastante Grande Barriera Corallina in Austr…

Ti sento! Non essere sordo alle emozioni

La mostra collettiva " Ti sento! Non essere sordo alle emozioni" - da quest'oggi a mercoledì 19 presso la Tevere Art Gallery, in via Santa Passera 25 , Roma - è un progetto poli-artistico bi-culturale, curato da Francesca Masiero, che intende mettere a confronto il mondo dei sordi e quello degli udenti, scoprendo l’enorme potenziale comunicativo della LIS, la Lingua dei Segni Italiana, fatta di espressioni emotive e concrete gestualità.
Gli artisti, sordi e udenti, coinvolti nella mostra sono Alessandro Arrigo, Re Barbus, The Silent Beat, Marco Capellacci, Marco Verni, Cristina Eidel, Konstantinos Papaioannou e Gina Scanzani.
Attraverso la sperimentazione di grafiche, collage, illustrazioni e fotografie, racconteranno il silenzio e la mancanza di suono, mettendo in discussione certezze acquisite e aiuteranno a comprendere meglio il valore e il significato più profondo della parola e della comunicazione con l’altro. Scoprire il mondo di chi non sente aiuta a riflettere criti…