Passa ai contenuti principali

Le Geografie domestiche di Pietro Mussini

Inaugura questa sera alle ore 17 presso la Rocca Estense di San Martino in Rio (RE) la mostra “Geografie domestiche”, personale dell'artista Pietro Mussini. Il progetto si articola in una serie di opere (collages, disegni, planimetrie, opere realizzate con fibre ottiche, LED, plotter e microprocessori), che si propongono di far vivere lo spazio della Rocca di San Martino in Rio, ma suggeriscono anche una percezione del mondo che va al di là delle stanze espositive.

In un dialogo continuo tra contemporaneità e storia, Pietro Mussini coniuga la modernità di sistemi cablati con il contesto architettonico. Le opere si inseriscono in un qui ed ora, ma superano i limiti spazio-temporali perché suggeriscono una riflessione antropologica tramite strumenti tecnologici. E' da sempre dell'essere umano la propensione ad andare al di là: “Geografie domestiche” impone la necessità di fermarsi a coglierne il significato, ma evoca anche la percezione della vastità del mondo che sovrasta la specificità del progetto.

L'interazione che il visitatore, come essere umano, instaura con le opere si inserisce nel fluire del tempo e lo rende esploratore: in tutto questo, la tecnologia non è ridotta a mero strumento ed amorfa presenza ma, instaurando un dialogo attivo con l'esterno, dà forma a opere site-specific sensibili al movimento e al calore dei corpi. Gli affreschi dei saloni del piano nobile accolgono modalità nuove del fare artistico.

Il processo nasce dall'inventiva, casualmente, sbizzarrendosi tra i materiali più disparati che la tecnologia può e sa offrire. La contemporaneità di Mussini è un'originalissima risposta fatta di mille sfaccettature, un intrecciarsi di sensibilità percettive, materiche, visive ed acustiche. Ogni interazione tra opera e singolo individuo, non semplice recettore ma interprete della contemporaneità, crea una nuova natura.

GEOGRAFIE DOMESTICHE - personale dell'artista PIETRO MUSSINI
a cura di Elena Giampietri Rocca Estense di San Martino in Rio (RE)
Corso Umberto I, 22
tel. 0522 636709
dal 16 febbraio al 1 maggio 2014
Inaugurazione: domenica 16 febbraio ore 17

Aperture:
sabato ore 10 – 12.30
domenica e festivi: ore 10 – 12.30 e 15.30 – 18.30
giorni feriali su appuntamento


Commenti

Post popolari in questo blog

Il Quadro con cerchio di Kandinskij

Si intitola " Quadro con cerchio ", ed è il primo dipinto astratto di Vasilij Vasil'evič Kandinskij , fu realizzato nel 1911 e ritrovato solo nel 1989. Proveniente dal museo nazionale georgiano di Tbilisi, viene per la prima volta esposto in Italia nell'ambito della mostra " Kandinskji, cavaliere errante.In viaggio verso l'astrazione ." , al Mudec di Milano (fino al 9 luglio). Un quadro al quale lo stesso artista attribuiva importanza, come risulta da una sua lettera del 1935: "Quando ho lasciato Mosca, alcuni miei dipinti, in parte di grande formato, sono rimasti in custodia nel museo di Arte Europea Occidentale. Tra essi il mio primissimo quardo astratto del 1911...Purtroppo, non ne possiedo alcuna foto. All'epoca ero scontento del dipinto e pertanto non l'ho neppure numerato e non ho scritto alcuna indicazione sul retro, come faccio sempre, e non l'ho riportato nel mio catalogo personale" . MUDEC

RI-TRATTI di Peppe Di Giuli

La Galleria Carte Scoperte , situata via Pietro Maroncelli 14, inaugura il 2 luglio 2015, dalle ore 18,00 alle ore 21,30, una mostra dedicata all’ultima produzione di Peppe Di Giuli , artista Umbro e Milanese d’adozione, vincitore di due Compassi d’Oro . La Mostra durerà sino al 16/07/2015 e saranno esposte le firme di alcuni grandi Futuristi: Peppe Di Giuli propone un nuovo modo di penetrare nelle fisionomie operative dei grandi Artisti: un’interpretazione personale delle firme degli stessi.  Opere uniche in legno laccato che oltre a riprendere fedelmente il segno degli Artisti hanno l’interpretazione personale di Di Giuli che rende le firme vere e proprie sculture: plastiche, sinuose, sensuali. La scelta, di dedicare ai grandi del Futurismo una mostra, dell’artista prima e del gallerista poi, è stata dettata dalla stessa spinta emozionale che è quella di rendere omaggio ma soprattutto giustizia ad un movimento, per noi il più importante del novecento, che per mere ragioni ...

ISABELLA d'ARAGONA, duchessa di Bari, è MONNA LISA.

Il beffardo sorriso della Monna Lisa, del poliedrico Leonardo da Vinci, colpisce ancora: non è Lisa Gherardini la donna raffigurata nel ritratto più famoso del mondo ma Isabella d'Aragona , duchessa di Bari. A dirla tutta, non è una notizia proprio inedita, nel senso che non è la prima volta che questa tesi ci viene proposto: un anno fa Maike Vogt-Luerssen (che non è certo una sprovveduta) la sostenne, con confronti e documenti minuziosissimi. Ma non ebbe molto successo e Monna Lisa continuò a rimanere lì..... con quel suo sorriso-non-sorriso che tanto fa impazzire studiosi e ammiratori d'ogni tempo e luogo. Questa volta, però, la tesi ci viene riproposta da una studiosa barese, Titty Pignatelli Palladino, che nei giorni scorsi l'ha presentata a New York. La nota prof. Pignatelli Palladino è partita, nel suo studio, dalla visione di un documento inedito -conservato presso la New York Public Library- contenente la stampa del volto di Isabella d'Aragona. Ad una copia di ...