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Io, molto semplicemente, Niki de Saint Phalle.

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Dopo il gran successo di pubblico riscosso al Grand Palais di Parigi (se avete la curiosità di volerlo verificare - il "gran successo di pubblico" , che non è "un modo cortese di dire" - andatevi a vedere i tanti video ufficiali prodotti...na' vera chicca), la retrospettiva dedicata alla contessa Catherine Marie-Agnès de Saint Phalle (al secolo Niki de Saint Phalle) si trasferisce al Guggenheim di Bilbao (fino all'11 giugno prossimo a venire) con la curatela in questo caso di Álvaro Rodríguez Fominaya.

Più o meno 200 le opere e documenti d’archivio (molti inediti) dell’artista franco-statunitense, pioniera del femminismo, che ha idealizzato il corpo delle donne con le sue Nanas - variopinte e monumentali sculture ispirate a quelle di Gaudì - e che colpiva con la carabina sculture in gesso nelle quali esplodevano sacchetti di pittura, creando fantasiosissimi dripping.

Un'artista che ha espresso con tenacia e costanza per tutto il corso della sua carriera artistica l'impegno politico contro il razzismo, per la lotta all’AIDS, per la parità dei generi, contro la corsa agli armamenti... usando le sue mostre per dimostrarlo, con l'arte e con le parole.

Pittrice, scultrice, regista di cinema sperimentale, Niki de Saint Phalle , "la contessina" , ha realizzato anche opere d’arte pubbliche come il Giardino dei Tarocchi a Capalbio, in Toscana, INTERAMENTE FINANZIATO CON PROPRI DENARI...Era un "angelo" d'artista la nostra Niki, con un visino alla Grace Kelly (non per niente Cartier la chiamò per farle indossare in una pubblicità una parure principesca) anche se con un padre indegno d'essere suo padre...vabbè, cose che accadevano solo tempo fa (o no??)

Questo post (titolo e contenuto) è stato da me pubblicato in primis su Equilibriarte

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