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Hyperrruin di B.B. 5000 alla galleria Davide Gallo

Il 9 dicembre 2015, la galleria Davide Gallo presenta “Hyperrruin”, la prima mostra personale di B.B. 5000, collettivo che raccoglie l’esperienza di 5 studenti dell’Accademia di Brera, Arcangelo e Francesco Costanzo, Filippo De Marchi, Giada Carnevale, Giovanni Riggio.

B.B. è l’abbreviazione di Bora Bora, isola del pacifico, simbolo di lusso, evasione e oblio. Ma è anche diminutivo di BareBack, cioè rapporti sessuali non protetti, una sorta di roulette russa con l’HIV, oppure di Brigitte Bardot, mito di spregiudicatezza e libertà. E sono proprio questi i temi del collettivo B.B. 5000: azzardo, tensione, contaminazione cyber e mediatica, mitologia del collettivo. 

L’impianto ideologico della loro ricerca si basa sul manifesto accelerazionista, un speculazione di ordine sociologico, teorizzata da Williams e Srnicek, che vaticina la crisi del capitalismo, attraverso un’accelerazione interna delle sue peculiarità costitutive. La vicinanza con questo movimento, per B.B. 5000 significa innanzitutto guardare gli aspetti più “accelerrati” del tardo capitalismo occidentale. L’estetica diventa un rinnovamento pop che non è più trionfo del capitalismo, ma sua macerazione interna. La realtà è percepita dall’occhio umano attraverso il punto di vista del cybernauta, e cybernauta non è più il personaggio di un cult fantasy, ma l’uomo quotidiano, sempre più dipendente dalle interazioni online, vittima e carnefice di un ego modellato sui sistemi di comunicazione di massa.

Non si può parlare di denuncia, nella ricerca estetica di B.B. 5000, probabilmente la loro non è più la generazione delle denunce, ma sicuramente di ferma consapevolezza della crisi che attraversa le nostre società. L’immagine pop, di massa, un’estetica da copertina tra ironia e malinconia, non celebra alcuna nuova primavera sociale, politica o ideologica, ma è oblio, evasione. La spensieratezza non è “ludus”, ma fuga.

Se questi sono i punti salienti, concettualmente parlando, della ricerca di B.B. 5000, formalmente il collettivo pone un’estrema attenzione sulla scelta e l’uso dei materiali. Il materiale è ordinario, massificato, eppure, nell’immensa scelta dei materiali di massa, quelli preferiti da B.B. 5000 non sono mai banali. Glitter, plastica, vetro, stickers non ambiscono a diventare veicolo di alcuna celebrazione del sociale, ma sono documento del tempo che li ha prodotti. Esistono di per sé, e non perché significano qualcosa. Il materiale, per B.B. 5000, non va mai tradito, ma sempre amato, nella sua intrinseca capacità di saper raccontare se stesso, così come l’arte, oltre la denuncia, torna ad essere denuncia come puro atto di riflessione e consapevolezza.

La mostra chiude il giorno sabato 20 febbraio. Visitabile da martedì a venerdì 15,30-19, sabato su appuntamento. Pausa di Natale: 20 dicembre -7 gennaio.

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