Passa ai contenuti principali

Mira-Morsa, mostra personale di Serj alla Operativa Arte Contemporanea.

Operativa Arte Contemporanea presenta Mira-Morsa, primo progetto personale di Serj (Bergamo, 1985) per gli spazi della galleria.

Dopo la sua partecipazione alla collettiva Il Peso della Mia Luce, con cui la galleria ha inaugurato la sua attività espositiva, l’artista presenterà al pubblico una serie di installazioni che ruotano intorno all’idea di dispositivo-macchina, in grado di generare percorsi significanti.

A caratterizzare la mostra, in particolare, sono installazioni composte da lunghe barre di ferro o vetro che sfruttando il principio della morsa trattengono piccoli oggetti o anche, come nel caso dell’opera sonora, una cassa acustica; quest’ultima, emettendo un suono prima crescente poi decrescente, fa vibrare il materiale, generando particolari  sfumature di suono.

A parete, una lastra di vetro incisa e adagiata su un tessuto in pelle, mostra la mappa concettuale all’origine di tutte le installazioni: una serie di canali comunicanti tra loro, generano percorsi finiti ed infiniti, traducendo in schema grafico il paradigma all’origine di ogni creazione artistica.

La mostra è l’occasione per porre in relazione un metodo e la sua applicazione, evidenziando così lo scarto significante che si manifesta nel processo di traduzione tra questi due termini.

Serj (Bergamo, 1985) vive e lavora a Roma. Diplomatosi nel 2009 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, nel 2013 è stato selezionato per il progetto “Factory” presso il Macro Testaccio; nello stesso anno ha partecipato alla collettiva “Il peso della mia Luce” presso la galleria e realizzato con Guido D’Angelo il progetto “Codima” presso Il cortile dell’Arte. Nel 2011 ha partecipato alla fiera “The road of contemporary art” presso l’Ex Mattatoio di Testaccio e a  “21 Art Fair”, selezione giovani accademie europee di Istambul.


Serj - Mira-Morsa
Venerdì, 28 Novembre, 2014 - 19:00
Operativa Arte Contemporanea
via del Consolato 10, Roma

Post popolari in questo blog

Mein Name ist Giulia

Giunta alla seconda esposizione personale a Berlino, con la nuova ricerca Mein Name ist Giulia / Il mio nome è Giulia l’artista toscana Giulia Efisi segna una nuova tappa nella sua esplorazione visiva del concetto di identità e dei passaggi, temi centrali del suo percorso espressivo. 
Dall’iniziale ricerca sul proprio corpo, l’artista si è dedicata alla riscoperta del suo universo privato fatto di persone e oggetti della memoria, fino ad approdare negli ultimi anni alla ricerca sull’identità dell’altro con i suoi Ritratti/Portraits di persone comuni e famose ritratte per il particolare legame che la unisce a esse.
Nelle venti opere esposte alla galleria The Ballery, la Efisi affronta uno scenario nuovo, la metropoli, in cui dà luogo alla sua prima performance artistica. Un mondo privo di àncore, eccetto quella rappresentata da una panchina sulla quale si è seduta e ha cominciato a urlare il proprio nome, sperimentando le reazioni dei passanti. I loro sguardi bassi, il progressivo dist…

Un Respiro a Palazzo Pirelli

L’incontro dei tre artisti - Domenico D'Aria, Marcello Leone, Daniela Nenciulescu - riuniti nella mostra 'Respiro' ci fa riflettere sulla gioia del vivere, sulla semplicità del movimento naturale rappresentato dal respiro, un fiato leggero e sussurrato. Tale respiro che civiene proposto trasforma noi spettatori che ci perdiamo nella nostra quotidianità.
La mostra che è a cura di Anna Comino verrà inaugurata martedì 2 maggio alle 18.30 e potrà essere visitata dal lunedì al venerdì, dalle ore 13 alle ore 19
Respiro PALAZZO PIRELLI - SPAZIO EVENTI Milano - dal 2 al 30 maggio 2017 Via Fabio Filzi 22 (20124) eventi@regione.lombardia.it www.regione.lombardia.it





L’astrattismo inverso di Fulvio Bresciani

Il persiano Al-khwarizmni fu il primo a teorizzare l’algoritmo, il procedimento che risolve un determinato “problema” attraverso un certo numero finito di passi elementari, un concetto fondamentale dell'informatica che può essere eseguito da un calcolatore. Fulvio Bresciani, laureato in ingegneria nucleare, ha applicato l'algoritmo nei suoi dipinti creando una nuova corrente pittorica che lui ha definito “Astrattismo-Inverso”.
In pratica l'artista crea al computer un algoritmo che muove in modo casuale riempiendo lo schermo di una fitta rete di linee e dopo aver calcolato gli interspazi con il computer trasporta questa immagine sulla tela con i colori acrilici. 
Perché “Astrattismo Inverso”? Perché mentre gli astrattisti, negando sempre di più la realtà, sono giunti a realizzare forme non concrete, Fulvio Bresciani partendo da forme astratte e utilizzando la sua fervida fantasia ricostruisce la forma e l'ordine delle cose.
Fulvio Bresciani - L’astrattismo inverso
GALLER…