Passa ai contenuti principali

Andrea Mastrovito con Here The Dreamers Slepp al Museo H. C. Andersen di Roma

Inaugurazione: giovedì 19 febbraio ore 18 Apertura al pubblico: 20 febbraio - 17 maggio 2015

ANDREA MASTROVITO - HERE THE DREAMERS SLEEP

Con l'ausilio critico di Marco Bazzini ed Eugenio Viola

Inaugurazione: giovedì 19 febbraio ore 18

Apertura al pubblico: 20 febbraio - 17 maggio 2015

Museo Hendrik Christian Andersen
Via Pasquale Stanislao Mancini, 20 - Roma

La mostra HERE THE DREAMERS SLEEP si sviluppa al primo piano del Museo H. C. Andersen, prendendo spunto dalla storia della famiglia Andersen e dal progetto futuristico di Hendrik Christian riguardante il World Center of Communication, e arrivando ad affrontare il tema universale dell'utopia.

Nelle cinque stanze della casa-museo, Andrea Mastrovito riporta in vita l'epopea familiare dello scultore Hendrik, della madre Helene, del fratello pittore Andreas, con la moglie e mecenate Olivia Cushing, evocandoli attraverso riproduzioni da giardino di capolavori scultorei, che diventano personificazioni allegoriche dei quattro membri della famiglia.

In ogni stanza, un gruppo di quattro statue diventa superficie per un'immagine a matita e rimanda, in parallelo alla vicenda privata, ad alcune grandi tematiche collettive: il riscatto femminile, l'omosessualità, l'ideologia. «Il disegno, per sua natura bidimensionale - chiarisce Eugenio Viola - assume [qui], come spesso nel lavoro di Mastrovito, una dimensione installativa e un'ambizione ambientale».

Così come recita il titolo HERE THE DREAMERS SLEEP, frase incisa sulla tomba di famiglia, gli Andersen furono dei grandi sognatori: Mastrovito coglie quest'aspetto e, alternando sogno e realtà, incubo e sonno, mette in relazione la cronologia familiare e il tempo inteso come Storia dell'umanità che, per l'artista, è assimilabile a un ciclo infinito di creazione-distruzione-creazione. Le statue, infatti, dialogano con una serie di collage che ripercorrono le utopie del nostro tempo, i loro cortocircuiti e la loro caduta.

Di stanza in stanza, le sculture crollano una alla volta, seguendo l'ordine in cui i membri della famiglia sono venuti a mancare: prima Andreas, poiOlivia, quindi Helene e da ultimo proprio Hendrik. Nel salone centrale rimangono solo macerie, sulle quali l'artista disegna la mappa dell'immaginario World Center, cui erano destinati i gruppi scultorei in gesso realizzati da Hendrick e conservati al piano inferiore del Museo.
Attraverso il contrasto tra l'enfasi retorica di questi ultimi e i soggetti inflazionati scelti da Mastrovito, la mostra suggerisce una chiave per rileggere il ruolo rappresentativo della scultura.
«L'abbattimento delle statue o la loro distruzione - commenta Marco Bazzini - è sempre stato l'atto d'inizio di una rivoluzione, di ideali utopici che poi a loro volta si sono sgretolati».

La rassegna, supportata da Boxart (Verona), è arricchita dal catalogo Maretti Editore con testi critici di Marco Bazzini e Eugenio Viola.

Andrea Mastrovito. HERE THE DREAMERS SLEEP
con l'ausilio critico di Marco Bazzini ed Eugenio Viola

Museo Hendrik Christian Andersen
Via Pasquale Stanislao Mancini 20, 00196 Roma

Informazioni 

tel. +39 06 3219089
s-gnam.museoandersen@beniculturali.it
www.museoandersen.beniculturali.it
www.gnam.beniculturali.it

Ufficio stampa GNAM 
Laura Campanelli
con Alessandro Chierchia
tel.+39 06 32298328
s-gnam.uffstampa@beniculturali.it

Ufficio stampa Boxart 
Lucia Bosso
tel. +39 338 3226379
luciabosso@gmail.com

Post popolari in questo blog

Mein Name ist Giulia

Giunta alla seconda esposizione personale a Berlino, con la nuova ricerca Mein Name ist Giulia / Il mio nome è Giulia l’artista toscana Giulia Efisi segna una nuova tappa nella sua esplorazione visiva del concetto di identità e dei passaggi, temi centrali del suo percorso espressivo. 
Dall’iniziale ricerca sul proprio corpo, l’artista si è dedicata alla riscoperta del suo universo privato fatto di persone e oggetti della memoria, fino ad approdare negli ultimi anni alla ricerca sull’identità dell’altro con i suoi Ritratti/Portraits di persone comuni e famose ritratte per il particolare legame che la unisce a esse.
Nelle venti opere esposte alla galleria The Ballery, la Efisi affronta uno scenario nuovo, la metropoli, in cui dà luogo alla sua prima performance artistica. Un mondo privo di àncore, eccetto quella rappresentata da una panchina sulla quale si è seduta e ha cominciato a urlare il proprio nome, sperimentando le reazioni dei passanti. I loro sguardi bassi, il progressivo dist…

Un Respiro a Palazzo Pirelli

L’incontro dei tre artisti - Domenico D'Aria, Marcello Leone, Daniela Nenciulescu - riuniti nella mostra 'Respiro' ci fa riflettere sulla gioia del vivere, sulla semplicità del movimento naturale rappresentato dal respiro, un fiato leggero e sussurrato. Tale respiro che civiene proposto trasforma noi spettatori che ci perdiamo nella nostra quotidianità.
La mostra che è a cura di Anna Comino verrà inaugurata martedì 2 maggio alle 18.30 e potrà essere visitata dal lunedì al venerdì, dalle ore 13 alle ore 19
Respiro PALAZZO PIRELLI - SPAZIO EVENTI Milano - dal 2 al 30 maggio 2017 Via Fabio Filzi 22 (20124) eventi@regione.lombardia.it www.regione.lombardia.it





L’astrattismo inverso di Fulvio Bresciani

Il persiano Al-khwarizmni fu il primo a teorizzare l’algoritmo, il procedimento che risolve un determinato “problema” attraverso un certo numero finito di passi elementari, un concetto fondamentale dell'informatica che può essere eseguito da un calcolatore. Fulvio Bresciani, laureato in ingegneria nucleare, ha applicato l'algoritmo nei suoi dipinti creando una nuova corrente pittorica che lui ha definito “Astrattismo-Inverso”.
In pratica l'artista crea al computer un algoritmo che muove in modo casuale riempiendo lo schermo di una fitta rete di linee e dopo aver calcolato gli interspazi con il computer trasporta questa immagine sulla tela con i colori acrilici. 
Perché “Astrattismo Inverso”? Perché mentre gli astrattisti, negando sempre di più la realtà, sono giunti a realizzare forme non concrete, Fulvio Bresciani partendo da forme astratte e utilizzando la sua fervida fantasia ricostruisce la forma e l'ordine delle cose.
Fulvio Bresciani - L’astrattismo inverso
GALLER…