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Primo Piano LivinGallery si riempie di Blu Zaffiro

Parte il 3 Febbraio il secondo appuntamento con Project Room, un ciclo di mostre in real-time in 3D, ideate e curate da Dores Sacquegna, per rendere omaggio al colore e ai protagonisti dell’arte, e che ripercorre – attraverso riferimenti, simbologie e alchimie - la storia dell’arte dalle origini ai giorni nostri. 

Attraverso la fruizione delle opere di artisti contemporanei (che di volta in volta si susseguono tra una cromia e l’altra) , passato, presente e futuro perdono le loro coordinate temporali lasciando il posto alla visione tridimensionale e all'immersione totale in ambienti creati al computer, celebrando l’incontro tra letteratura, poesia, storia, filosofia, musica e alchimia. Un progetto inedito e allestito esclusivamente online e che trasforma la Primo Piano LivinGallery, da galleria fisica a galleria virtuale, continuando la sua mission divulgativa e in queste edizioni anche esplorativa, proponendo una visione globale dell’attività svolta dalla sua fondazione ad oggi. 

Questo secondo appuntamento con il colore omaggia il BLU, amato nelle fiabe e nell’arte: da Giotto a Orazio Gentileschi, da Vasilij Kandinskij a Marc Chagall, da Picasso a Matisse e ha ispirato artisti e studiosi di ogni generazione. Definito da Goethe nella sua Teoria dei Colori come l'armonia cromatica assoluta, per i romantici il blu, era associato alla poesia, al sogno e alla melanconia. Arthur Rimbaud, attratto dall’alchimia attribuiva al blu la lettera O, quale figura rotonda, piena e materna. Nell’arte contemporanea il colore blu viene usato per le sue qualità spaziali, per il suo essere indice di vuoto, di solitudine, di lontananza e per la sua profondità prospettica. 

Punti di contatto con l’espressionismo tedesco si ritrovano nell’opera di Kohlene Hendrickson, che rappresenta il senso del malessere tipico del nostro tempo. Tendente al surrealismo e alla deformazione prospettica sono le opere di Oronzo De Stradis, mentre un senso di metafisica lontananza che ripercorre l’opera di De Chirico, alberga nell’opera di Maya Nival Borgia

Dal paesaggio alla maniera di Gaspar D. Friedrich con l’opera fotografica di Andria Santarelli al romanticismo visionario di Hyemi Cho e Fie Tanderup, mentre l’angoscia di un mondo decadente pervade l’atmosfera dell’opera fotografica di Xavi De Juan-Creix che preannuncia che solo i forti sopravvivono. In un’epoca come quella attuale, in cui trasformazioni architettoniche ed urbanistiche si susseguono con grande rapidità le opere di Giulio De Mitri, si inseriscono in quel filone estetico e razionalista del Bauhaus che predilige superfici nude e luminose, qualificate dal nostro artista dall’uso predominante del colore blu che accentua la Mediterraneità di tutta la sua produzione. 

Al Post human e al rapporto tra identità, citazione e metamorfosi di Jeffrey Deitch, la ricerca stilistica di Massimo Festi orientato alla social identity. Questo ciclo di mostre in 3D, rappresentano per l’artista una palestra sperimentale e per il pubblico un nuovo modo di interagire con l’arte contemporanea, con un accesso 24h/24h no stop per tutta la durata di ogni singola rassegna. La mostra è accompagnata dal catalogo in pdf. Istruzioni per l’uso su http://primopianoatelier.com/?p=2198 

ARTISTI: Kohlene Hendrickson (Svizzera), Sofi Basseghi (Australia), Xavi De Juan-Creix (Spagna), Andria Santarelli (Francia), Cor Fafiani (Olanda), Gerard Frances (Francia), Isidora Ficovic (Serbia), Kadie Schmidt Hackenberg (Germania), Maya Nival Borgia (Francia), Nicole Gaulier (Francia), Fie Tanderup (Danimarca), Steve Lewis (Usa), Hyemi Cho (South Corea), Christel Sobke (Germany), Giulio De Mitri (Taranto), Andrea Mattiello (Pieve a Nievole/PT), Mirta De Simoni (Volano/TN), Maria Irene Vairo (Salerno), Massimo Festi (Ferrara), De Stradis Oronzo (Mesagne/BR). 

Primo Piano LivinGallery 
viale Marconi, 4 Lecce 
ingresso libero

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